MuCA :: Museo della Cattedrale di Anagni
Introduzione del Vescovo
Sono il Vescovo di questa Diocesi di Anagni-Alatri, Lorenzo Loppa, e sono onorato di accogliere con viva cordialità e sincera amicizia i Visitatori della nostra Cattedrale, della Cripta e del Museo. Siate i benvenuti all’interno di questo tesoro di umanità, di vita e di fede che ha percorso i secoli e che ha segnato nella storia la Città dei Papi, accompagnandola nelle alterne vicende della sua esistenza.
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Benvenuto al Museo e Scala di Accesso
Benvenuti nel Museo della Cattedrale di Anagni. Sono il diacono Massimiliano, ebdomadario, ossia aiutante, del Capitolo dei sacerdoti che fin dalle origini amministra questo meraviglioso scrigno di fede e di arte dell’intera diocesi. Qui ho trovato una straordinaria accoglienza e spero che anche voi vi sentiate accolti e aiutati a percorrere a ritroso nel tempo le avventure e le storie della città e del papato.
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1. Biblioteca
Ci troviamo ora all’interno della Biblioteca Capitolare. Essa è composta da una ricca collezione di più di 1800 volumi datati dal XV al XX secolo. È frutto di raccolte e donazioni dei vari canonici fin dagli albori del libro stampato e incredibilmente conserva anche degli incunaboli, ossia i primi prodotti della tipografia, detti anche quattrocentine.
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2. Sala Capitolare
Siete ora all’interno della Sala Capitolare. Questo ambiente prende il nome dal Capitolo, ossia l’assemblea di canonici addetti a una chiesa, così chiamati dall’uso di leggere durante le adunanze un capitolo della Regola, nel caso di ordini monastici, o un passo delle Sacre Scritture. Dalla possibilità o meno di poter prendere parola all’interno di una riunione del Capitolo deriverebbe il famoso detto: avere voce in Capitolo!
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3. Sagrestia Nuova
La Sagrestia Nuova è un piccolo ambiente che conserva paramenti liturgici databili dal XVII al XX secolo e pregiati oggetti quali calici, pissidi, patene e ostensori di tipo ambrosiano. Spiccano su tutti le due ampolline in vetro verde e metallo prezioso, appartenute in origine a papa Paolo V Borghese e una stauroteca in legno e madreperla. Nella teca centrale sono esposti numerosi reliquiari, tra cui il bellissimo busto della Vergine in argento contenente la reliquia del suo mantello. Nella stessa teca sono esposti un grazioso quadretto con la Flagellazione di Cristo, opera databile ai primi anni del XVIII secolo, e la maschera funebre di santa Oliva, in precedenza contenuta nel grande reliquiario dell’ambiente 2.
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4. Sagrestie
Le Sagrestie furono realizzate nell’Ottocento chiudendo un portico che si affacciava sul chiostro, così come potete vedere guardando oltre le finestre. Esse accolgono una serie di armadi a parete in legno di noce di pregevole manifattura laziale, databili agli inizi del XX secolo, caratterizzati da modanature molto semplici, linee austere e una voluta mancanza di decorazioni.
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5. Tesoro Antico
La maggior parte dei pezzi esposti in questo ambiente risale a una donazione di Bonifacio VIII ed è registrata in un prezioso manoscritto che avete avuto modo di ammirare nella Sala Capitolare. Bonifacio, che è considerato l’ultimo papa del Medioevo, è in qualche modo considerato anche il primo dell’epoca Moderna e chiude la serie dei papi che abitarono abitualmente e con continuità in città.
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6. Cappella del Salvatore
La tradizione vuole che la Cappella del Salvatore sia stata realizzata per volere dello stesso vescovo Pietro da Salerno al termine dei lavori di costruzione della Cattedrale e da lui consacrata al Salvatore e a san Benedetto. Essa servì sin da subito per le celebrazioni private del vescovo di Anagni e in un primo momento era connessa con la chiesa attraverso una scala che ne permetteva l’accesso direttamente dal presbiterio, come è evidente dalla tamponatura del muro meridionale, proprio di fronte l’attuale ingresso.
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La Cattedrale
La costruzione della Cattedrale risale agli anni 1072-1104 per volere del vescovo Pietro da Salerno.
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7. Cappella Caetani
 
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8. Ambulacro
Siete appena scesi dalla scala e vi trovate all’interno di un ambiente di passaggio tra l’Oratorio di San Thomas Becket, che visiterete tra poco, e la Cripta di San Magno. Si tratta di un antico luogo dedicato alla sepoltura di personaggi illustri di Anagni che potevano ambire a essere seppelliti sotto il pavimento della Cattedrale, in una tomba prossima al luogo sacro per eccellenza: la Cripta. La scala di accesso dalla navata sinistra, che avete appena percorso, fu aggiunta nel XVII secolo.
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9. Oratorio di San Thomas Becket
Vi trovate all’interno di un antico mitreo del I-II sec. d.C., un tempio pagano dedicato al dio Mitra. Esso è il più antico ambiente di tutto il complesso della Cattedrale di Anagni. Si presenta con le caratteristiche architettoniche originali e con la consueta copertura “a carena”: ha infatti la forma di una nave rovesciata.
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10. Cripta di San Magno - Parte 1
Benvenuti nella famosa Cripta di San Magno, da sempre luogo di fede e di arte, meta di tanti pellegrini e devoti in cerca di carità e speranza, ma anche di una finestra aperta sul Medioevo, quando luce e colore erano il tramite per carpire le bellezze ultraterrene.
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10. Cripta di San Magno - Parte 2
Cominciamo il racconto dalle prime due volte, quella sopra l’ingresso e la successiva: qui è illustrata la Creazione del Cosmo e delle sue componenti fisiche. Nella prima volta si trova la rappresentazione del Firmamento con i segni zodiacali. Si vedono ancora alcuni segni come il leone, il cancro e i pesci.
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10. Cripta di San Magno - Parte 3
Nelle volte della navata centrale sono rappresentate le storie dell’Arca dell’Alleanza, tratte dal primo libro di Samuele dell’Antico Testamento. La narrazione comincia nella prima volta affrescata con la battaglia di Aphek, quando i Filistei uccidono i figli del sacerdote Eli e rubano l’Arca contenente i Dieci Comandamenti, il bastone di Aronne, la bacchetta di Mosè e la manna scesa nel deserto. Il sacerdote Eli, ricevuta la sconvolgente notizia, cade dal suo seggio e muore.
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10. Cripta di San Magno - Parte 4
Adesso voltatevi e tornate al centro della Cripta, davanti l’altare maggiore.
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10. Cripta di San Magno - Parte 5
Ora possiamo incamminarci verso l’uscita, dove incontriamo altri due altari: quello piccolo, dedicato ai santi martiri e quello più grande al nostro santo Vescovo Pietro da Salerno, rappresentato nell’absidiola alle spalle dell’altare, tra le sante Aurelia e Noemisia. L’affresco è datato al 1324 ed è attribuito al pittore di scuola cavalliniana Lello de Urbe, un importante artista attivo tra Napoli e il Lazio durante la prima metà del XIV secolo, il medesimo artista che ha realizzato l’icona di Rainaldo presbitero che avete ammirato nella Cappella del Salvatore.
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11. Lapidario e Collezione Archeologica
Lasciandoci alle spalle la Cripta e la Cattedrale si accede all’ultimo ambiente del percorso museale, suddiviso in tre grandi spazi. Il primo è detto Criptoportico. Si tratta di un lungo portico coperto da poderosi archi duecenteschi. In questa prima sala è esposta una ricca collezione archeologica di cippi, iscrizioni e lapidi di epoca romana e, all’interno delle tre teche, pezzi appartenuti a Onorato Capo e donati alla Cattedrale all’inizio del XX secolo. Emergono soprattutto le olle, le lucerne, un raro sonaglietto a forma di porcellino e gli ex voto, alcuni dei quali realizzati a forma di organi umani o frutti. Nessuno degli oggetti esposti in questa sala è direttamente connesso alla storia della Cattedrale poiché sono riferibili a periodi storici precedenti la sua costruzione.
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