Sala Capitolare
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24/09/2018

2. Sala Capitolare

Siete ora all’interno della Sala Capitolare. Questo ambiente prende il nome dal Capitolo, ossia l’assemblea di canonici addetti a una chiesa, così chiamati dall’uso di leggere durante le adunanze un capitolo della Regola, nel caso di ordini monastici, o un passo delle Sacre Scritture. Dalla possibilità o meno di poter prendere parola all’interno di una riunione del Capitolo deriverebbe il famoso detto: avere voce in Capitolo!

Il mobilio in stile impero, in legno di noce e mogano, è funzionale alle riunioni del Capitolo: a ogni canonico spetta un armadio segnato da un numero, e la seduta corrispondente. Al centro notate il posto del prevosto, ossia il presidente eletto dai canoni, che presiede le riunioni.

La prima menzione dei canonici della Cattedrale di Anagni risale al 1068, negli anni in cui si procedette a riformare la vita comunitaria secondo i dettami di papa Gregorio VII. Il numero dei canonici del Capitolo venne fissato a 24 unità da papa Innocenzo IV nel 1250 e confermato successivamente da altri pontefici. Il numero particolarmente alto rispetto ad altre chiese, voleva simboleggiare i 24 vegliardi dell’Apocalisse citati anche dagli affreschi della Cripta. Oggi i canonici attivi sono tre e coincidono con i parroci della città.

Le vetrine del tavolo centrale contengono libri e documenti importanti del nostro archivio; tra questi spicca la Donazione di Bonifacio VIII, un’opera pergamenacea risalente alla fine del XIII secolo che riporta la lista degli oggetti che il papa donò alla nostra cattedrale; alcuni di questi ancora oggi sono conservati nell’ambiente numero 5 del percorso e che potrete, quindi, ammirare più avanti.

Sul tavolo è esposta un’urna in legno dipinto e dorato datata al XVIII secolo e utilizzata dai canonici del Capitolo per le votazioni a scrutinio segreto. Ogni canonico poteva esprimere la sua preferenza attraverso l’uso di una pallina di carta rossa che lasciava cadere, in corrispondenza del SI o del NO, inserendo il braccio all’interno del grande foro sul lato dell’urna. Le palline, raccolte nei rispettivi cassettini in basso, venivano contate al termine della votazione.

In alto, sopra la mobilia, sono esposti i ritratti dei quattro papi che hanno fatto grande la storia di Anagni: Innocenzo III, Gregorio IX, Alessandro IV e Bonifacio VIII, ai quali si aggiunge Leone XIII, il cui ritratto è proprio sopra l’ingresso alle sagrestie, considerato il quinto papa di Anagni sebbene sia originario di Carpineto Romano, cittadina appartenente alla nostra diocesi. Sul finire dell’Ottocento questo pontefice fondò il Collegio Leoniano, importante seminario diocesano sito poco fuori la città.

Vicino la finestra è collocata una grande urna reliquiario, realizzata nel 1894, che contiene i resti mortali di santa Oliva vergine. Nel 2013, in occasione di una ricognizione, si scoprì che all’interno dell’urna era conservata anche la maschera funebre della santa, poi collocata nella teca centrale dell’ambiente numero 3.